Sulla rete BBC in UK è andato in onda un programma chiamato “Secrets of the superbrands” che cerca di spiegare i motivi per cui scegliamo una marca anzichè un’altra, senza prestare particolare attenzione al prezzo o all’utilità.
Il primo di questi appuntamenti si è incentrato sui fan Apple, per capire perchè sono così leali al proprio brand preferito. E’ stata scelta una cavia, Alex Brooks, redattore del sito “Word of Apple” che ha ammesso di pensare ad Apple 24 ore su 24, ed è stato sottoposto a risonanza magnetica per vedere la risposta agli stimoli derivanti dai prodotti Apple.
Dall’esame è emerso che le risposte cerebrali erano completamente diverse davanti ai prodotti Apple rispetto agli altri oggetti dei concorrenti, ma più importante erano identiche a quelle (studiate in precedenza) dei devoti di una fede.
I prodotti di Apple innescano impulsi identici nel cervello di Brooks rispetto a quelli innescati da immagini religiose nei fedeli – hanno concluso i neuroscienziati. Ciò suggerisce che i grandi brand della tecnologia hanno sfruttato o aperto le aree cerebrali che si sono evolute per elaborare la religione.
In occasione dell’apertura dell’App Store di Covent Garden a Londra, uno dei più belli al mondo, era stato girato un video sempre andato in onda sulla BBC. In questo video si vede chiaramente la frenesia e l’attesa che viene creata negli utilizzatori e fan dei prodotti di questa marca, con incitazioni, cori da stadio, “high five” ai clienti che entrano nel negozio. Il tutto visto esternamente può sembrare anche stupido, ma è il meccanismo che viene innestato e viene perseguito dall’azienda. E’ qualcosa che va oltre l’engagement, il coinvolgimento dei propri clienti e fan.
Un’altra testimonianza proviene da un ex-dipendente di un Apple Store che ci racconta come questi concetti vengano “inculcati” ripetutamente durante la preparazione dei dipendenti. Non è importante conoscere i prodotti, il sistema operativo a fondo, l’importante è coinvolgere il cliente e farlo sentire bene.
Anche il vescovo di Buckingham concorda con quanto ipotizzato dagli scienziati e nota come l’Apple Store di Covent Garden abbia elementi architettonici ed espositivi riconducibili ad una chiesa: pavimento in pietra, archi, e oggetti su piedistalli.
Che l’iPad sia la porta del paradiso?



